Mamma Ultrà

Il kit invernale

Le partite allo stadio si giocano fino a -10°.

Non è uno scherzo:la regola è valida per tutti.

Quindi è necessario un abbigliamento consono per queste temperature.Maglietta termica, pantaloni termici, scalda collo, guanti di lana e cappello di pile, possibilmente tutto quanto dello stesso colore e della stessa marca, per il neo-calciatore sono d'obbligo, naturalmente non forniti dalla società perchè non considerati parte del kit, ma la mamma non può certo far sì che il proprio figlio prenda freddo.

Per la panchina è necessario il giaccone della squadra e la tuta perché come tutte ben sappiamo il momento peggiore per buscare malanni è proprio quello in cui si fermano e quindi via a urlare dagli spalti di vestirsi bene e se non sentono allora bisogna richiamare l'allenatore e spiegargli che è tra i suoi doveri quello di stare attento che i suoi atleti in panchina si coprano bene.

Dopo essersi assicurate che i figli siano ben equipaggiati per il freddo le mamme pensano al proprio abbigliamento quando è possibile.

Infatti, dato che le partite nel periodo invernale vengono svolte nel primissimo pomeriggio per ovviare ad un abbassamento delle temperature e ad un problema di luce naturale (i fari costano!) la maggior parte delle volte è tutta una corsa : c'è chi torna dal lavoro al volo, prepara il pranzo, mangia ed è ora di partire, c'è chi è maniaca del pulito e quindi deve per forza sparecchiare, lavare i piatti e pulire per terra prima di uscire di casa per andare a vedere la partita, c'è chi addirittura deve preparare la cena dato che lavora la sera o nel tardo pomeriggio e quindi in un modo o nell'altro le mamme difficilmente si abbigliano con attenzione a causa della fretta e generalmente le priorità sono sempre quelle che riguardano gli altri componenti della famiglia.

All'ultimo momento manca sempre qualcosa: un guanto, i parastinchi, le scarpette magari non si sono ben asciugate e quindi è necessario il phon....

A causa di questi inconvenienti è possibile che la mamma ultrà esca di casa con le scarpettine della bambola, con il cappottino stretto in vita che sfina ma non tiene per niente caldo, con il foulard che fa chic ma non è una sciarpa di lana ed è fortunata se trova nelle borsetta un paio di guanti.

Del cappello non se ne parla se ha i capelli "fatti", altrimenti ha un cappellino che non arriva neanche a coprire le orecchie.

Quindi la mamma ultrà si reca sugli spalti non tanto spesso attrezzata per il freddo.

Nelle giornate di tramontana durante il primo quarto d'ora quando ancora la partita non è iniziata i piedi sono due ghiaccioli perche le scarpette cosiddette "della pupa" tutto tengono tranne che caldo.

Difficilmente ci si mette sedute per evitare l'ibernamento .

Fino a quando le temperature lo permettono si evita il cappello poi anche la vanità viene superata dalle folate gelide della tramontana e si tira fuori dalla borsa tutto ciò che può far comodo :se c'è un maglione del figlio da mettere sulle spalle a mò di sciarpa in barba allo stile.

Ci si rimpinza di caffè e tè se c'è un distributore nelle vicinanze per evitare una congestione e soprattutto se il pranzo è stato frugale per via della fretta o dell'eventuale dieta momentanea.

Ma non si demorde quasi mai fino agli ultimi minuti quando ormai la partita è quasi finita si corre in macchina cercando riparo dal freddo congelate ma soddisfatte per essere riuscite a portare a casa il risultato ....  

Natascia Casciani