Mamma Ultrà

Intervista al Responsabile del settore giovanile della Viterbese

Protagonista dell’intervista di oggi del blog “Mamma Ultrà”è Daniele Piccioni responsabile del settore giovanile della Viterbese Castrense società calcistica che milita in Serie C .

Ci racconta la sua carriera calcistica fino ad arrivare al suo ruolo odierno?

“Alla base della mia carriera c’è una grande passione per il calcio :fin da piccolo giocavo a calcio,nel ruolo di difensore centrale, poi ho iniziato a gravitare intorno agli allenatori e infine ho ottenuto una carica dirigenziale all’interno della società prima come responsabile delle affiliazioni poi come responsabile dei provini fino a sette anni fa dove sono approdato alla carica di Responsabile del settore giovanile con l’avvento del Presidente Camilli e il passaggio da società dilettantistica a professionistica.”

Mi permetta una domanda da Mamma Ultrà:lei come gestisce il rapporto con le famiglie dei ragazzi?

“Con il passaggio dal dilettantismo al professionismo la situazione è radicalmente cambiata riguardo a questo specifico ambito perché è cambiata la dimensione e l’approccio dei ragazzi verso la società. Di conseguenza anche le famiglie sanno che la situazione è diversa e l’interesse della società è rivolto esclusivamente al rapporto con il ragazzo.”

Come vengono seguiti i ragazzi?

C’è una gerarchia ben organizzata che va dalla scelta iniziale fino alla fine del campionato.

All’incirca a marzo vengono fatti i provini a ragazzi che arrivano da tutta la regione Lazio ,successivamente avviene una selezione fino alla completa costituzione della rosa affidata poi agli staff tecnici .Il responsabile del settore giovanile interviene solo laddove dovesse presentarsi un problema importante.”

La sua ambizione personale qual è?

“Sono soddisfatto della mia posizione odierna e già impegnato diciamo h24….sia durante la stagione calcistica effettiva che durante l’estate dove se vogliamo il mio lavoro è ancora più pressante e per la formazione delle rose e per l’organizzazione dei ritiri e per l’inizio imminente del nuovo anno .

Considerando che io svolgo anche un lavoro a tempo pieno come insegnante di liceo posso considerarmi soddisfatto della posizione raggiunta nell’ambito calcistico.”

Secondo lei ci sono stati dei cambiamenti nel corso del tempo riguardo alla considerazione che hanno i ragazzi di questo sport?

“Indubbiamente il passaggio a società professionistica ha fatto sì che i ragazzi abbiano cambiato le aspettative naturalmente più alte rispetto a prima .

Più in generale rispetto al calcio di ieri

è cambiata radicalmente la società e di conseguenza lo stesso calcio: dai campetti di terra al sintetico , dalla considerazione come totale e forse unico divertimento a sport da praticare due tre volte alla settimana , dallo stesso kit se vogliamo scendere nei dettagli, alle aspettative dei ragazzi e delle famiglie molto più presenti dai primi calci fino ai venti anni ecc…ecc…

Quanto influisce secondo lei per la crescita  l’accettazione dei propri fallimenti nella fase adolescenziale che lei conosce a menadito dato che svolge anche il ruolo di insegnante di liceo ?

Il ragazzo riesce molto bene a superare i propri fallimenti perché la sua vita è piena di stimoli dalla scuola agli amici agli interessi personali e forse sono le famiglie che più difficilmente digeriscono gli ostacoli che la vita calcistica e non pone davanti ai propri figli.

Che cosa ne pensa del Premio Preparazione Calciatore?

“E’ una forzatura che talvolta può precludere al giovane giocatore di passare dal mondo dilettantistico al professionismo. Potrebbe essere valido nel momento in cui il ragazzo intraprenda una carriera vera e propria anche ben remunerata e in quel momento allora sì che sarebbe giusto pagare il premio alla società che si è occupata della preparazione calcistica, ma chiedere soldi all’età di 14-15 anni in una fase così delicata della vita in cui le certezze sono veramente poche dove la scelta di smettere di giocare può essere dietro l’angolo non ha un senso ben delineato.”

Lei va a vedere le partite delle sue squadre?

“Certo il mio ruolo mi spinge a seguire tutte le gare disputate durante il campionato e quindi nel limite delle possibilità logistiche durante i fine settimana seguo due tre partite. “

Possiamo ben concludere che la dedizione del Responsabile del settore giovanile nei confronti del calcio è notevole .

Ringrazio Daniele Piccioni per avermi accompagnato nel  viaggio informativo nel mondo del calcio alla conoscenza dei vari ruoli che gravitano intorno ai giovani calciatori.

 

 

 

 

Natascia Casciani