LIVE IS LIFE - "sottotitolo provvisorio"

Luke prima della curiosità

Anno 2005, fiera del disco, Lucca. Se fossi un credente questa sarebbe la mia messa domenicale. Le fiere del disco sono un appuntamento fantastico e nonostante gli espositori alla fine sono sempre gli stessi, sono i miei occhi ad essere sempre diversi e quello che voglio acquistare oggi non era nelle mie preferenze d'ascolto di sei mesi primi. Nel 2005 ho diciasette anni e le mia preferenza d'ascolto in quei giorni è Franco Battiato. Il natale precedente ho ricevuto in regalo l'album uscito da poco "Dieci stratagemmi" e una tripla compilation targata EMI. E il bello è che io Battiato fino a quel momento non lo conoscevo bene ma c'era qualcosa in quella figura, in quelle copertine, in quei titoli che fungeva come una sorta di richiamo, una luce che illumina la strada. Ricordo ancora il momento in cui ascoltai per la prima volta pezzi come "Up patriots to arms" o "Summer on a solitary beach", riuscivo a percepire un'atmosfera quasi magica, una sorta di fuga dalla realtà verso qualcosa dove la fantasia stessa è la vita. Non so e non credo fossero quelle le intenzioni di quei brani, ma io ero un ragazzino solitario e molto chiuso e di queste sensazioni avevo bisogno.

Passeggio tra le bancarelle e scruto con interesse tutti i cd che possono essere interessanti, tenendo ben presente che il mio budget non è assolutamente proporzionato al mio interesse, quando passo davanti ad uno stand di cd usati e lì trovo, a 5 euro l'uno, due cd di Battiato di cui non ho mai sentito nominare. Hanno le copertine principalmente bianche, in una è raffigurato il disegno di un cancelletto, l'altra sembra un foglio a quadretti e s'intitolano "Clic" e "L'egitto prima delle sabbie". Ovviamente li compro. Non so ancora quello che mi spetta perché non posso sapere che quei due album fanno parte, insieme ad altri sei lavori, di una serie di dischi che Battiato incise tra il 1971 e il 1978 in quello che viene definito il suo periodo sperimentale. Per farla breve sono dischi che se provassero ad essere pubblicati oggi verrebbero fermati al momento stesso del concepimento dell'idea.

Ma io, ripeto, non lo posso sapere e nonostante la traccia omonima de "L'egitto prima delle sabbie" sia iniziata da poco più di due minuti e per tutto il tempo non ha fatto altro che ripetere la stessa scala di note, aspetto sempre che parta, che questa strana introduzione finisca e dia il la al Battiato che ho imparato a conoscere da poco. Interrompo, vado a pranzo e subito dopo mi rimetto all'ascolto. La canzone continua a ripetere la scala ancora e ancora e ancora, sempre uguale, salvo che per la distanza dell'esecuzione.

Va avanti così fino alla sua conclusione. Che arriva dopo quattordici minuti e quindici secondi.

L'altro disco, "Clic" non è da meno in fatto a perplessità. Sono sette brani di cui solo uno cantato, ma è una voce strana, il testo mi sembra che venga da un altro mondo. Il resto è ancora più folle: un brano è un collage di musiche e suoni che escono da una radio vecchissima, un altro in realtà l'ho già sentito, fa da sigla per il Tg2 Dossier e mai avrei potuto immaginare che si trattasse di un pezzo di Franco Battiato, non c'erano i presupposti per capirlo.

Alla fine della giornata mi ritrovo con dieci euro in meno e due album che non corrispondono all'idea che mi ero fatto di un'artista che ho iniziato da poco ad apprezzare ed ammirare. Questa roba non ha senso logico per me, non si può ascoltare, è ostica e complicata, insomme c'è qualcosa dietro che mi sfugge. Cerco d'informarmi, di capire un attimo e alla fine scopro la verità: vengono fuori gli anni in cui i lavori furono realizzati, le modalità, gli intenti, le sperimentazioni sonore e, cosa più importante, viene fuori che ci sono altri dischi di quella stessa risma.

Non mi lamentai dei soldi buttati, non accantonai tutto come un errore mio, non lasciai perdere niente. Pensai soltanto "se questi che ho comprato sono così, figurati come possono essere gli altri!". E negli anni successivi li avrei faticosamente cercati, acquistati ed ascoltati con interesse, amore e voglia di scoprire.

Quel giorno del 2005, grazie a due cd usati comprati ad uno stand di una fiera del disco, imparai la curiosità, il non essere prevenuto a priori di fronte a nessun genere musicale, assurdo, estremo, commerciale che sia. Un modus operandi che ancora oggi mi accompagna e che mi ha portato a scoprire e conoscere cose che fanno parte del mio background culturale e della mia visione personale delle vita.

(Questo pezzo oltre ad essere un atto di gratitudine nei confronti di Franco Battiato è anche il mio modo per scusarmi di aver dato subito peso alle voci che in questi giorni circolavano sul suo conto. Non sarà importante per nessuno, ma per me si.)

"Un brano come L’Egitto prima delle sabbie l’ho concepito per la meditazione. C’era un sottofondo che veniva dal pedale tonale che creava sonorità che potevano raggiungere chi si metteva in quella dimensione: l’arpeggio scatenava quell’atmosfera e, quando il brano fniva, lasciava la stanza in una purezza che non si può credere. Alcuni, sentendolo, diventavano pazzi. Alcuni capivano." (Franco Battiato)

Luke

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