LIVE IS LIFE -sottotitolo provvisorio-

Omaggio al batterista di quel complessino

L'essersi trasferiti a Viterbo per amore comporta anche qualche effetto collaterale, tipo quello di essere lontano dalla serie di concerti estivi che rispondono al nome di LUCCA SUMMER FESTIVAL che vede nell'edizione del 2018 la migliore nella sua storia ventennale, almeno secondo me. Per esempio stasera, 8 luglio, salirà sul palco la band di un'artista che molti anni fa, ma molti anni fa, suonava la batteria in un gruppo che si chiamava The Beatles. La solita robetta da poco insomma.

Nella vita ognuno di noi ha il suo Beatle preferito e Ringo Starr è il mio, come quello di moltissimi altri. Per chi non ha il passaporto per entrare nell'universo beatlesiano e ne rimane fuori dai confini e quindi non è un devoto vero e proprio, Starr rappresenta una sorta di mascotte della band ma probabilmente anche all'interno della storia della musica: bruttino rispetto agli altri, arrivato per ultimo, dotato di una tecnica scarsa, di una voce appena sufficiente e miseramente compositivo, visto che in otto anni di carriera coi Beatles solamente due furono i brani da lui composti. E non parliamo della carriera da solista visto che i suoi album, due o tre eccezioni a parte, non hanno mai goduto né di popolarità né di critiche sperticate e sono stati sempre caratterizzati dalla costante presenza di colleghi illustri e, molto spesso, della vena compositiva dei suoi ex tre compagni d'avventura negli anni '60. Insomma, i livelli del formidabile duo Lennon-McCartney dalla vena compositiva sacra ed inviolabile sono distanti anni luce e persino quelli di Harrison, talento messo troppo spesso in disparte. Eppure Starr ha sempre continuato, senza mai cedere di un millimetro, anche quando gli anni'80 furono funestati da problemi d'alcolismo che minarono la sua persona e la sua creatività. Alla fine di quel decennio inventa la formula che caratterizzerà tutti i suoi spettacoli dal vivo fino ad oggi, la All Star Band, un gruppo in continuo cambiamento che vede tra i suoi membri numerose star della musica pop e rock.  Insomma, la celebre frase "With a little help from my friend" in questo caso non è solo una canzone e il suo titolo ma un vero e proprio motto da incidere su uno stemma di famiglia.

E sarà con questa band che Ringo Starr sarà a Lucca stasera. Lui, che nonostante i suoi 78 anni appare ancora con l'aspetto di uno che ne dimostra 20 di meno, gli occhi perennemente nascosti in quegli occhiali stile anni'70. Lui, che anche se davvero fosse dotato di una tecnica batteristica scarsa non m'importerebbe perché è proprio per la sua semplicità, il suo trovare la ritmica giusta perfetta per ogni canzone, il piazzare quei colpi efficaci là dove devono stare che hanno fatto di lui il mio preferito del quartetto. Lui, con il suo senso dell'umorismo atto a sdrammatizzare e con una propensione per la recitazione che l'hanno portato ad avere una piccola carriera come attore. Mascotte o meno non ha nessuna importanza, oggi Ringo Starr sarà sul palco dentro il centro cittadino della mia città. Molto probabilmente non avrò mai modo di vederlo, meno che mai di nuovo a Lucca. Questo primo articolo di questo blog non era l'inizio con cui pensavo d'esordire e non ha il sapore di come immaginavo sarebbero stati questi articoli, ma è servito, nei minuti che lo scrivevo, al suo scopo: sentirmi più vicino a coloro che stasera saranno ad ascoltare a colui che stava dietro le pelli in quel complessino chiamato The Beatles.

Smithers: Il signor Burns vorrebbe commissionarle un ritratto. Lei ha mai dipinto i ricchi e i potenti?
Marge: No. Solo Ringo Starr.
Burns: Ringo?
Smithers: Era il batterista di un complessino rock chiamato I Beatles, signore.
Burns: Beatles, eh? Ah, sì mi sembra di ricordare quella loro lagna stonata all’Ed Sullivan Show, ma quella era solo l’alba della televisione. (THE SIMPSONS, stagione 2, episodio 18)

 

Luke

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