LIVE IS LIFE - "Alla ricerca del rock interiore"

Il punk di città e il punk di campagna

Oggi avrei dovuto inaugurare una serie di articoli dedicata ai cazzi miei. Tranquilli, se leggerete la prossima volta capirete. Il problema (che poi problema non è) sta nel fatto che ieri è successo qualcosa. E' successo che mi sono ritrovato circondato da una fittissima campagna dentro una casa che funge, oltre che da casa vera e propria, da studio di registrazione e sede di una piccola label discografica di nome SubTerra e gestita da un duo chiamato Tedesko & The Monomagical Band, che per l'occasione radunano tutta una serie di conoscenti e presentano il loro secondo disco uscito l'anno precedente di nome "Aerlite". Il secondo a dieci anni di distanza dal loro esordio.

Il mio imbarazzo raggiunge vette storiche, ma lo ritengo comprensibile: sto in un posto che non conosco, con padroni di casa che non conosco, circondato da persone che non conosco. Non è esattamente la situazione ideale per il sottoscritto, ma per fortuna tutto fila liscio. Devo, ancora una volta, ringraziare la mia compagna che mi supporta e sopporta sempre. Il clima è piacevole, il cibo ottimo, il bere pure. Il concerto è strano: batteria, chitarra, voce e tutta una serie di bassi e suoni registrati da far partire al computer. Nella musica aleggia un'atmosfera grunge à la Nirvana, mi ricorda il periodo "Bleach" per la precisione, ma l'attitudine, l'incazzatura, la foga e la passione sono punk più di tanti gruppi punk che si definiscono tali. E' una situazione quasi surreale vedere poco meno di una ventina di persone stipate dentro una stanza piccola di una vecchia casa di campagna ad ascoltare un duo che vomita una musica degna del palco del CBGB. Sono tante realtà diverse tutte insieme che collassano, si mescolano e fondano un'unica cosa, una serata diversa. Si suona per il gusto di farlo, si suona perché la musica non è il fine per giungere a qualcosa, la musica è il mezzo che muove questi due musicisti che nella vita combinano tutt'altro e che ad inizio serata si definiscono "i peggiori del mondo". Ma quando i peggiori musicisti del mondo hanno qualcosa da dire e lo fanno in modo personale ed energico, questo è decisamente cento, mille volte meglio di un qualsiasi professionista.

Batteria, chitarra elettrica e voce, poi solo chitarra acustica e voce e lontano dal microfono, girando per la stanza, quasi come stessero passaggiando in un posto che non è più quello in cui si trovano, si continua con altri pezzi tra cui due cover di Adriano Celentano. E subito dopo fanno cantare un'altra ragazza che appartiene all'etichetta da loro stessi curata e che non si aspettava di dover cantare, ma lo fa. E' tutto così interessante. Sono serate come queste che mi fanno venire voglia di riprendere in mano il vecchio sogno di realizzare anche io le mie canzoni. In fondo anche questo insegnava il punk.

Non so se le mie sensazioni in merito alla serata sono tutte esatte. Forse ho dato troppa epica e significato a situazioni più spartane. Ma in fondo è difficile fermare qualcosa che senti dentro di te e ti fa scrivere un articolo in una ventina di minuti, quando a cose normali causa, indecisioni, insicurezze, correzioni, ripensamenti, ecc ci vuole sempre molto, molto, troppo tempo.

 

" Ecco un accordo. Eccone un altro. Eccone un terzo. Ora potete fondare una band" (Sniffin' Glue)

Luke

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