LIVE IS LIFE - "Alla ricerca del rock interiore"

La bellezza sbagliata

Lo so, non sono stato presente la scorsa settimana. Ma avevo un valido motivo: stavo aspettando uno spettacolo che infine è arrivato.

Sapete, entrare al cinema per andare a vedere "Bohemian Rhapsody" non è un'operazione neutrale. C'è sempre uno schieramento che accompagna lo spettatore: l'esaltazione di chi vedrà finalmente sul grande schermo le gesta di una band leggendaria e del suo immortale frontman oppure il giramento di balle nell'apprendere che ci sono delle parti di storia che sono diverse, cambiate, talvolta inventate. Io entro al cinema con tutti e due gli schieramenti che fanno a pugni nella mia testa. E' vero, questo è cinema, non dobbiamo mica aspettarci un documentario, è tutto puro e solo spettacolo. Cosa importa se è tratto da una storia vera. Scusate, questa mi è uscita un po' polemica e un po' troppo presto. Rilassiamoci. Parola d'ordine: spettacolo. Proprio come un live dei Queen.

Non sono un critico, ci mancherebbe altro. Sono una persona che ama il cinema, la musica e che ha disposizione la pagina bianca di un blog ma questo non fa di me una persona illuminante. Tutto quello che dico e tutto quello che dirò in futuro passa attraverso il filtro del "secondo me", non ci sono pretese di presunzione. "Bohemian Rhapsody", dicevamo. E' un film veramente bello, realizzato da dio. Gli attori sono bravissimi, il finale cattura veramente. Non dico che mi è sembrato di essere a Wembley nel 1985 ma so per certo che mi sono sentito trasportato, esattamente come un film di grande spettacolo dovrebbe fare. E' decisamente bello, dico davvero. Lo schieramento dell'esaltazione aveva assolutamente ragione.

Ma il giramento di balle non se ne va. Rimane lì, appiccicato come una sanguisuga. E' tutto davvero bello e sono sicuro che un film del genere andrà a fare incetta di persone che non si sono mai avvicinate alla musica dei Queen e questa è una grande vittoria. Ma m'infastidisce sapere che l'hanno fatto vedendo un film dove la realtà dei fatti spesso viene cambiata per rendere questa storia esattamente quello che vogliono che sia: uno spettacolo. Non sono i particolari più piccoli ad irritarmi, quanto tutto il discorso della seconda parte: il presunto scioglimento della band, l'intera vicenda che comporterà alla partecipazione del Live Aid, il fatto che Mercury venga mostrato già colpito dal virus dell'HIV due anni prima di quando realmente accadde. Scusate, ma non sono d'accordo. Stiamo parlando di leggende, di grandi storie, di una vita realizzata a creare grandi capolavori. Stiamo parlando di mito, ma la mia impressione è che ci siano dei momenti in cui il mito e la grandezza sia rappresentato in un modo che vada a coprire la natura umana dei fatti e delle cose. Ci sono dei momenti in cui mi sento irritato da quello che vedo e la cosa non mi va a genio. Semplicemente perché non credo sia il modo migliore per rendere giustizia ad una persona che ha fatto una fine tanto brutta e troppo in anticipo.

Purtroppo o per fortuna tutte queste scene sono accompagnate dalla musica dei Queen e quelle riuscirebbero a rendere epico anche il filmato del primo giorno di scuola di ognuno di noi. Il risultato finale non può che assomigliare a qualcosa di grandioso, superbo, trionfante. Ma non posso dire che l'ho trovato realmente sincero. E qui mi collego alla polemica che ho fatto all'inizio. Perché molte persone hanno davvero detto "cosa vi aspettavate? un documentario? allora andatevi a vedere un documentario, questo è un film per il cinema". Appunto dico io in modo polemico, cosa importa se la storia da cui è tratto tutto ciò è vera? Che importanza vuoi che abbia la realtà dei fatti quando c'è di mezzo lo spettacolo?

Ad ogni modo è già qualche giorno che ho di nuovo in testa le canzoni dei Queen e ho voglia d'ascoltarmele di nuovo. Alla fine il film ha raggiunto il suo scopo. Ce l'ha fatta. Non poteva essere altrimenti, è un bel film. Ma per i motivi sbagliati.

 

"Ora ci spariamo una striscia di Bohemian Rhapsody amici miei!" ("Fusi di testa", 1992. Già citata l'ultima volta, ma va bene così)

Luke

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