LIVE IS LIFE - "Alla ricerca del rock interiore"

Questi articoli stan correndo via come macchine impazzite

Mia nonna, che non ho mai conosciuto, secondo mio padre aveva un detto: "l'avvezzo e lo disvezzo durano tre giorni". Non ho mai dato ascolto ai detti popolari, ma stima dei giorni a parte potrebbe aver avuto ragione. Che le cose cambino è scontato e non vale la pena parlarne, ma accettare il cambiamento è tutta un'altra cosa. Constatare che le nostre certezze mutano, crollano o s'evolvono è veramente tutto un'altro discorso.

Scrivo queste righe con la giusta colonna sonora in sottofondo, la canzone "Questi anni" dei Kina, uno dei più grandi e importanti gruppi punk hardcore italiani di sempre. Vent'anni fa si sono sciolti e ora che sono persone che viaggiano e hanno da poco superato la sessantina si sono riuniti per un tour in giro per l'Italia, più una tappa a Berlino. E tra poche ore li vedrò suonare qua a Viterbo. Un'altro spettacolo prima che accada. Di nuovo una serata hardcore punk con band che sputano note e parole rabbiose a manetta. La Tuscia, di nuovo, fa da scenario ad eventi che fino ad ora non avevo mai vissuto. Confesso che da una parte sono leggermente emozionato. Sto per vedere dei pilastri di una scena musicale, un gruppo di cui ho solo potuto leggere nei libri. Perché fanno parte della storia, con la s maiuscola e minuscola. E sopratutto perché loro sono riusciti a scrivere e cantare delle cose che cambiano come pochissimi altri hanno fatto. Di come gli anni della tua giovinezza, dei sogni e delle speranze siano sempre più lontani perché corrono via molto forte. E ti ritrovi ad essere tu, sempre la stessa persona. Però "Ho più cicatrici di prima/ sorrido un po' meno/ forse penso di più". Ma, per fortuna, sei sempre tu. Nonostante tutto quello che sia cambiato nella vita. Ma era inevitabile, qualcosa deve sempre cambiare, pur se piccola e all'apparenza insignificante. Certo è che accettarlo è tutta un'altra cosa. La disabitudine difficilmente dura davvero tre giorni. Scusa nonna, faccio un po' fatica a crederci.

Anche io ho più cicatrici di prima e in più oggi ho un fastidio al lato destro del collo, probabilmente ho dormito scomodo. Sorrido un po' meno, ma quello ormai, stando a mia madre, sono ani che è così. Penso di più? Forse no, forse uguale a prima. Ma finalmente penso alle cose in un modo giusto.

Oggi è il 27 luglio. Un anno e mezzo fa io e Valentina scegliemmo questa data come giorno del nostro matrimonio. Cosa che poi non è avvenuta per tutta una serie di riflessioni che ci hanno fatto capire che per il momento la nostra relazione va bene così e che abbiamo tutto il tempo per compiere questo passo. Lei è sempre con me, accanto anche quando non c'è fisicamente. Non mi devo preoccupare in tale senso. Sono contento quindi di trasferire l'importanza del giorno 27 luglio ha un'altra evento senza sentirmi troppo in colpa.

 

"Non mi chiedere se ho vinto/ se ho perso" ("Questi Anni", Kina)

Luke

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