LIVE IS LIFE - "Alla ricerca del rock interiore"

Berlin Express

Ognuno di noi ha una classifica per ogni cosa, che lo si sappia o no. Di conseguenza anche delle proprie città preferite. Woody Allen ha la sua triade prediletta: Venezia, Parigi e ovviamente New York. Da diverso tempo sto pensando a quale potrebbe essere la mia classifica, ma non mi sono mai potuto considerare un novello Marco Polo e molto poco ho visto del resto del mondo. Questo 2019 è completamente diverso e mi sballotta di qua e di là come mai era accaduto nei 30 anni passati. E mi sballotterà. Ma non voglio anticipare niente.

Ci sono solo due città che al momento potrebbero occupare la cima della mia classifica: una ovviamente è Lucca, l'altra, sempre altrettanto ovviamente, è Berlino.

Tre anni e mezzo fa Berlino mi strabiliò completamente, così tanto che sarei voluto andare a viverci. Un mese dopo ho conosciuto la mia compagna e invece che nel nord della Germania sono finito nel nord del Lazio. Non proprio la stessa cosa. Ad ogni modo, è con lei che torno in quel groviglio di mondo che corrisponde alla capitale tedesca. Voglio vedere se Berlino è ancora capace di darmi le stesse sensazioni di un tempo. Certo, ho superato l'idea di condividere un'appartamento con altre persone e vivere seguendo dettami fedeli ad un'estetica "rock'n'roll", ma a me adesso basta scavare nel profondo e ritrovare soltanto le sensazioni. Tipo quella di non avere paura. Non amo le metropoli, in realtà le temo. E' il principio citato nel libro di Alessandro Baricco "Novecento": il pianista Novecento non arriverà mai fino in fondo alla scaletta della nave perché nel vedere la città davanti a se non trova una fine. E questo lo spaventa. Il mondo passava 2000 persone alla volta sul "Virginian" e questo per lui era rassicurante. Alla fine anche io per tanti anni ho pensato in questo modo. La realtà di una città di dimensioni medie che conosci fino in fondo e che non ha segreti o angoli nascosti mi rassicura. Le metropoli, con la loro immagine senza confini e tutte le strade che non si possono percorrere tutte, sono una realtà totalmente estranea a me. Berlino no. Di Berlino non m'intimorisce niente. E' un'anomalia che trovo affascinante.

Berlino è tutto. Non so se esiste un'altra parola per descriverla. E' come camminare in mezzo ad un mondo in miniatura, nell'utopia del mondo unito e che sta in pace con se stesso. Forse sbaglio, dovrei vivere lì per un po', capire le strutture sociali, le varie dinamiche. Io parlo per emozioni, per quello che i miei occhi vedono, per quello che percepisco. Non è una città perfetta e ha i suoi punti scuri. Ma ho davvero provato la sensazione di essere immerso in un ipotetico "centro del mondo", un luogo dove succede qualcosa tutti i giorni. Sei l centro del flusso di un cambiamento e non ti fai travolgere, diventi parte di questo cambiamento. E' stato belle ritrovare le stesse impressioni di tre anni e mezzo fa. Sono state dimaniche diverse, giri diversi e approcci altrettanto diversi. Ma il risultato non è cambiato. Il cielo nuvoloso, il grigio del cemento, le molteplici luci, la metropolitana, i murales sopra le mura dei palazzi...mi accompagnarono allora e l'hanno fatto anche stavolta.

Oggi non penso più d'andarci a vivere perché alla fine la Tuscia si sta rivelando una sorta di sfida per me ed è una sfida che voglio provare a vincere. Un giorno ci tornerò comunque, a continuare a cercare angoli di questo mondo racchiusi in un'unica, grande città. Spero solo non ci vogliano di nuovo anni per farlo.

 

"Berlino ci son stato con Bonetti/ era un po' triste e molto grande" (Lucio Dalla, "Disperato Erotico Stomp")

Luke

Video