LIVE IS LIFE - "Alla ricerca del rock interiore"

Scrivere del nulla

Oggi tento con una novità: sono davanti ad un altro tipo di foglio bianco e provo a riempirlo. Voglio proprio vedere come va a finire. Se davanti ad un altro tipo di nulla riesco a tiare fuori cose diverse o in maggiore quantità. Chiusa parentesi.

Da diverso tempo a questa parte sto pensando che il continuo guardare al passato sia un grande problema di questi anni. Una volta anch’io mi facevo coccolare dalla nostalgia di qualsiasi cosa che è alle nostre spalle, persino di ciò che non apparteneva al mio vissuto. Adesso molto, molto meno. Mi piacerebbe guardare a qualcosa che si possa definire nuovo. Ma ovviamente ci sono sempre delle eccezioni e, quasi sempre, si chiamano passioni. Venerdì pomeriggio acquisto un libro dal titolo “I’ll be there for you”, un backstage di tutto ciò che è stato il telefilm “Friends” dall’inizio alla fine. Venerdì sera tardi l’avevo già concluso. Non poteva essere altrimenti: “Friends” è una colonna portante della mia formazione a base di cultura pop, una colonna che sta in bilico tra l’essere fan e l’essere ossessionato. Non conoscendo molto dei suoi retroscena era normale che quelle 300 pagine e poco meno finissero divorate nel giro di poche ore. La curiosità è stata la mia cena.

La curiosità inoltre è ciò che io credo sia la base della salvezza di questo mondo. Durante la mia lettura m’imbatto in certi capitoli dove si parla di un telefilm di nome “Seinfeld”, un programma non molto conosciuto in Italia ma che a quanto pare è un’istituzione in America, un qualcosa che è stato capace di rivoluzionare la tv. Ecco fatto. Ancora una volta è guardando al passato che trovo qualcosa. Le novità non mi toccano quasi mai.

Definiscono “Seinfeld” uno “show sul nulla”, per via della sua narrazione, del suo raccontare le banalità della vita, del suo essere rimasto uguale fino alla fine. Io ancora non lo so, solo ieri sera ho guardato le prime due puntate (e assorbire quell’aria del 1989 è stato fantastico), ma la cosa m’intriga parecchio. Voglio capire dove sta il suo essere rivoluzionario. Uno “show sul nulla”, che racconta niente e dove dietro invece ci sta il senso di tutto? Questo m’intriga. Mi piacerebbe anche a me poter fare una cosa del genere, diventare tanto bravo a pontificare sull’ovvietà e far sì che tutto abbia un senso logico. Spero di avvicinarmi sempre di più all’obiettivo. Non sono capace di descrivere minuziosamente, abbondare, perdermi in ogni singolo dettaglio.

P.s. questo metodo che ho usato oggi direi che funziona parecchio bene.

 

"Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere" (Ludwig Wittgenstein)

Luke

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