LIVE IS LIFE - "Alla ricerca del rock interiore"

"Questo articolo fa schifo al cacchio"

Chiariamo una cosa: non sono un critico. Per quanto parlare di certi argomenti mi spinge a toni e modi che, effettivamente, fungono da critica buona o cattiva, io non lo sono. E non lo voglio nemmeno essere. Ma se lo fossi questo sarebbe un caso in cui non potrei esserlo minimamente poiché peccherei di obbiettività. Non solo ciò di cui parlo mi piace, ma anche di CHI parlo. Oltre al fatto di conoscerlo e provare una grandissima stima per la sua persona e per il suo lavoro.

Francesco Roggero da una parte è una persona che lavora in una tv privata e scrive e gestisce la componente social del sito "Orrore a 33 Giri" (ed ecco spiegato il motivo della mia conoscenza), dall'altra bazzicca con il mondo della musica con lo pseudonimo di Auroro Borealo, progetto solista con cui è già arrivato al terzo disco. Già lo sapevo, ma ieri sera vederlo al Lumiere di Pisa mi ha dato conferma: Francesco è un genio, oltre che ad essere totalmente pazzo. Ma detta così perde totalmente il suo significato. Gli direi "sei pazzo" come se fosse un complimento perché lui è ricolmo proprio di quella pazzia buona che non è pericolosa o ridicola ma che ti mette il buonumore: salta, balla, si tuffa dal palco, si sdraia per terra. Io, 31enne, mi faccio mille paranoie se nell'attaccare l'ennesimo poster a tema nerd nella mia stanza potrei risultare ridicolo a qualcuno che non mi conosce. Lui, 34enne, non ha nessuna vergogna nel concludere il suo show con la cover di "Vola Mio Mini Pony", peraltro già promossa come singolo in passato. Auroro Borealo conosce a menadito il segreto della parola performer, è come Gandalf nel regno dello spettacolo, nel saper divertire e divertirsi. Quando ce l'hai nel sangue ti viene bene, naturale come respirare. E poi è un genio e non lo dico perché lo conosco un minimo e non si aspetterebbe, forse, che ora io stia scrivendo su di lui. Lo dico perché è vero: canzoni come "Villano", "Poveri Ma Poveri", "Atti Pubblici In Luogo Osceno" non nascono così dal nulla se non hai alle spalle un frullato di cultura pop necessario a realizzarle e non hai qualcosa da dire. Aggiungiamo anche il cercare di voler stupire il suo pubblico e farlo divertire. Le possibilità sono infinite, tipo il multiverso della Marvel. Originalità, orecchiabilità, sarcasmo, divertimento. Scusate se è poco.

Ma io in fin dei conti lo sapevo già, da quando Francesco aveva quell'altro progetto denominato Il Culo Di Mario, di cui esegue nel concerto due pezzi da 90 quali "Il Piromane Di Lundo" e "Uragano Su Milano". Sapevo che ha tutte le carte in regola per essere una boccata d'aria fresca in una scena musicale spesso stantia, spesso banale, spesso morta. Lo sapevo fin da quel lontano 2015 quando m'innamorai di un loro pezzo dal titolo "Apericena". E lo so ancora oggi, basta che guardo il mio braccio destro e lui è lì, il tatuaggio del punk con il baloon del ritornello di quel pezzo intitolato "L'Anno Della Svolta". La canzone scritta per me. Ma questa è un'altra storia sul serio e poi, se seguite da sempre i miei lavori targati Radio Svolta, dovreste conoscerla bene.

Io ti saluto Francesco e ti auguro buon viaggio di ritorno e buon concerto stasera in quel di Brescia. Sono gli spettacolo belli come i tuoi che mi permettono di spingere i tasti del mio computer con maggiore convinzione, senza timore di non sapere cosa dire o di dirla male. Grazie!

 

"Elfi/ draghi/ spade/ solite cose insomma!" (Auroro Borealo, "Di Che Cosa Parlano i Miei Testi")

Luke

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