LIVE IS LIFE - "Alla ricerca del rock interiore"

Riflessione con Sid in sottofondo

Mi è capitato spesso negli ultimi tempi: non sapere cosa scrivere. Perché di "spettacoli" non ne ho visti e poi, mica posso continuare a parlarvi di quello che succede a me. Ve l'ho già detto, questo non dovrebbe essere un blog personale anche se a volte gli capita di sguazzarci dentro al mio vissuto. Comunque sto notando che rispetto a qualche mese riesco ad arginare meglio il problema e a volte mi sembra d'illudermi da solo nel vedere tutte le righe che riesco a buttar giù. Sembra quasi impossibile che in realtà non stia dicendo. Forse sto migliorando la tecnica.

La mia fidanzata mi dà un suggerimento, ovvero scrivere di Sid Vicious visto che ieri ricorreva l'anniversario della sua morte. Era il 2 febbraio del 1979. Non sarebbe neanche un'idea così illogica. Io e molti nomi importanti della scena punk e new wave inglese come Ian Curtis, Joe Strummer, Pete Shelley, Shane Macgowan, etc, in fondo, in fondo, in fondo abbiamo una cosa in comune: siamo stati tutti fulminati dalla visione dei Sex Pistols e ci hanno cambiato la vita. Certo, loro nel 1976 durante dei concerti, io trent'anni più tardi guardando lo spezzone di una delle loro esibizioni alla televisione. Ma l'impatto c'è stato ed è stata una sensazione irripetibile. Vi è mai capitato d'assistere a qualcosa che vi smuove nel profondo in un modo tale che non si torna più indietro? Scene da film per intendersi. Solo che mi è successa davvero. Quindi l'idea di parlare di qualcosa che per il mio vissuto ha una importanza fondamentale, tutto sommato è buona.

C'è solo un piccolo problema: non sopporto Sid Vicious, o meglio non sopporto il suo mito spropositato che offusca tutta la grandiosità della storia dei Sex Pistols e per cui spesso viene rappresentato come la bandiera che testimonia tutto il loro essere artificiosi, fasulli e sopravvalutati, cosa di cui io non sono affatto d'accordo perché stiamo parlando del gruppo con la storia più folle che abbia mai sentito. L'unica band di cui sono stati scritti decine e decine di libri in virtù di una carriera durata poco più di due anni. Per me Sid Vicious è l'emblema dell'essere solamente un simbolo e il fatto che sia morto male e così giovane ha aggiunto ulteriore valore a questo simbolismo. Ma al di là di quello, del lucchetto al collo, del taglio di capelli, del giubbotto di pelle, dell'aver fatto parte assieme a Nancy di una delle storie d'amore più famose dell'iconografia del rock vi è ben poco. Non si tratta solo del fatto di non saper suonare il basso ma anche dello scarso apporto dato alla storia dei Sex Pistols. Tre canzoni sui cui appare la sua firma e una soltanto incisa per il celebre "Never Mind The Bollocks". Fine, stop. La cosa mi fa abbastanza incazzare perché "Bodies", "Belsen Was a Gas" e "Holiday In The Sun" sono grandiose. Poi lui alla voce non era affatto male. La sua cover di "My Way" è stupenda nel suo essere fatta a cazzo e demolita come merita. Allora forse una briciola di talento c'è stata. Peccato che in vita fu sepolta da una valanga d'eroina e un'accusa d'omicidio che la rese più tortuosa del dovuto. E questo nei poster, nelle magliette e nelle spille non potrà mai apparire. Vediamo solo l'immagine di un ragazzo con un ghigno strafottente e basta. Un santino del vasto mondo del punk rock. Un simbolo che per molti anni mi ha fatto riflettere se il mio modo di concepire il punk fosse giusto o sbagliato. Non dico di seguire il suo esempio, ma mi sono sempre chiesto se essere contro qualcosa fosse una questione puramente personale o se c'entrasse un poco anche l'immagine che si da agli altri. Propendo per la prima ovviamente, ma a volte una certa posa, un certo modo d'apparire può fare la differenza? Può aiutare noi stessi? Può dare coraggio per affrontare il mondo come fosse un'armatura?

Ecco. Solo ora mi rendo conto di tutte le parole che ho usato oggi. E dire che non volevo parlare di Sid Vicious. Ma forse non è vero che non lo sopporto, è che io ai 21 anni tra qualche giorno ne aggiungo una decina in più e certe cose fanno la differenza. O forse è stato solo un pretesto narrativo per dire la mia opinione. A voi la scelta.

P.s. Si attribuisce a Sid Vicious l'invenzione del pogo. Ma io detesto il pogo, quindi ciò non me lo farà stare più simpatico.

 

"Prendi uno strumento, percuoti una corda, esce della musica. E' il punk" (Sid Vicious)

 

Luke

Video